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Un malore, un colpo di sonno, una fatale distrazione dell’autista prima dello schianto. Oppure un guasto al mezzo, un problema ai freni. All’indomani della terribile tragedia dell’autobus di Mestre, resta aperto il ventaglio delle ipotesi. Si cercano le cause di quel volo mortale dal, tra cui un neonato e una bambina 12enne. Quindici i feriti ricoverati, quattro ancora gravi, e tra questi una bambina in rianimazione che ha perso mamma e papà.
Gli inquirenti non escludono nessuna pista. Nel mirino della Procura di Venezia, che ha aperto un fascicolo per omicidio plurimo stradale, c’è anche il guard rail, forse “non all’altezza”, che martedì sera alle 19.38 ha ceduto sotto il peso delle 13 tonnellate dell’autobus, facendolo precipitare nel vuoto per una quindicina di metri.
Non si esclude come detto l’ipotesi di un guasto. Secondo un’altra testimone, dal bus elettrico precipitato dal cavalcavia uscivano già fiamme mentre stava salendo la rampa - ma queste affermazioni non hanno trovato per ora riscontro. Il pullman ha strisciato più volte sul guard rail prima di precipitare, e questo farebbe pensare per esempio a una precedente manovra errata per distrazione, o all’esplosione di una gomma.
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